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Hatha Yoga e tono muscolare: il delicato pulsare della vita.

La staticità assoluta dell’essere umano esiste in un’unica occasione della vita che coincide con la sua stessa fine. Solo in questo caso l’essere umano è fermo. In tutto il resto del suo tempo, l’essere umano è in continuo movimento, in continuo e costante equilibrio dinamico.

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Spesso, quando ci sentiamo a disagio o avvertiamo qualcosa che non va, piuttosto che intervenire a eliminare il sintomo risulta utile recuperare il contatto/percezione con questa dimensione di continuo pulsare, muoversi, contrarre e rilassare che caratterizza la nostra vita. Il nostro tono muscolare in sé non è un fenomeno statico, ma un fenomeno caratterizzato dalla continua staffetta di attivazione-disattivazione delle fibre che compongono ogni singolo muscolo.

Il Nell’Hatha Yoga il lavoro è in assetto cosiddetto isometrico, si praticano cioè esercizi-esperienze di tipo statico, che hanno la funzione di fornire la possibilità di sperimentare lo stare in postura e il contatto con la modulazione tonica; cercare, lavorare e ricercare la comodità in posture da mantenere staticamente. Il tutto allo scopo di fornire delle esperienze che aprano la strada al ripristino di una flessibilità posturale di base che determini una condizione in grado di agire il massimo dei gradi di libertà biomeccanica, senza l’investimento di tensioni muscolari accessorie e, spesso, dis-omeostatiche.

L’antica sapienza dell’Hatha Yoga ci fornisce il “database” contenente un grande numero di posture che il nostro corpo e la nostra mente possono assumere. L’Hatha Yoga potrebbe essere visto come un veicolo, uno strumento di ricerca per il restauro del benessere.

Attraverso l’Asana il praticante può lasciare che la delicata dinamicità del fenomeno del tono muscolare si declini in tutta la sua piacevolezza. Le Asana si praticano in statica, mantenendo come focus dell’esercizio la ricerca della comodità e del respiro “tranquillo” nella posizione, grazie a queste esperienze risulterà possibile per il praticante lasciare che esse ridistribuiscano il tono in equilibrio. Oltre a ciò, ogni volta che pratichiamo Hatha Yoga sperimentiamo postura nuove, inusuali e scopriamo che in esse è possibile trovare la comodità, è possibile stare.

Asana e tremori. Nessun timore? Breve fenomenologia del Pratyara.

I nostri muscoli sono fatti di molte fibre. Quando usiamo un muscolo le fibre non si contraggono tutte nello stesso momento, alcune si attivano e altre si “riposano”, avvicendandosi in questa pulsazione di attività.

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Praticare Hatha Yoga. Trasmettere la disciplina.

Non esiste una ricetta unica e valida per la pratica dell’Hatha Yoga. In quanto disciplina della ricerca interiore, non può esistere un’oggettività della pratica e una ricetta corretta. L’Hatha Yoga è profondamente personale.

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Yoga delle banane: il buffo panorama dello Yoga in Italia

Insegno Hatha Yoga dal 2002 e da quasi vent’anni lo pratico, sono sempre stato un ricercatore che ha usato lo Yoga come strumento per la mia crescita e per la costruzione della mia salute.

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Patanjali: gli otto elementi dello Yoga.

Probabilmente il sistema dello Yoga è una delle tradizioni più antiche della storia dell’umanità. Continua a leggere

Nyama, ovvero: come praticare

Se Yama ci segnala che cosa non deve essere presente durante la pratica dello Yoga, con Niyama entriamo in contatto con il “come” praticare, quale atteggiamento di base deve permeare ogni aspetto della vita dello yogin.

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