Sei stressato? Pratica Hatha Yoga!

Note sul sistema nervoso autonomo e le sue reazioni alla pratica Yoga. I benefici della pratica Yoga sulla regolazione dell’attività del sistema nervoso autonomo.

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Il nervo vagale fa sinapsi nel nucleo-tratto solitario (NTS), dalle fibre dell’NTS ascende al nucleo parabrachiale (PBN) che si biforca in 2 sentieri: uno manda proiezioni all’ipotalamo, all’amigdala, corteccia limbica influenzando i processi autonomi, endocrini ed emotivi. L’altra via dal PBN raggiunge diversi nuclei talamici e la corteccia cerebrale. Circa l’80% delle fibre vagali sono afferenti al cervello (Porges, 1995).

Il sistema nervoso simpatico (SNS) è un sistema di adattamento che mobilita energie da utilizzare per la reazione di attacco-fuga di fronte a stimoli minacciosi. I centri di controllo cerebrali più elevati del SNS includono il sistema mesocorticale-mesolimbico (responsabile dei comportamenti di anticipazione), il sistema amigdala-ippocampale (responsabile dell’avvio, continuazione e conclusione dell’azione di risposta allo stress). Questi centri influenzano l’attività di organi besaglio attraverso l’asse ipotalamo-pituitario-adrenalinico, il sistema del locus cerouleus-norepinefrina e le efferenze parasimpatiche coinvolte nella preparazione alla risposta allo stimolo stressogeno aumentando l’output cardiaco, la respirazione, incrementando l’attivazione muscolare e inibendo l’attivazione del tratto gastrointestinale (Habib et al., 2001; Porges, 2001; Tsigos and Chrousos, 2002).

La respirazione lenta e delicata dello Yoga induce oscillazioni della pressione sanguigna (Sovik, 2000).Il respiro dello Yoga funziona attivando gli afferenti vagali al nucleo del tratta solitario, al nucleo parabrachiale, a quelli talamici, corticali e dell’area mesolimbica. L’attivazione del sistema limbico (ippocampo, ipotalamo, amigdala) incrementa le funzioni automatiche, il rilascio neuroendocrino e quindi il processo di generazione e gestione degli stati emotivi, portando evidenti benefici anche nell’ambito della vita sociale. La correlazione tra umore depresso e la diminuzione del controllo parasimpatico sulla frequenza cardiaca è stata dimostrata in uno studio del 2000 che ha analizzato questa correlazione in un gruppo di 53 studenti in buone condizioni di salute (Hughes and Stoney, 2000).

Questa osservazione suggerisce che la respirazione e la sua disciplina attraverso la pratica Yoga aiutano a ridurre l’abbassamento dell’attività parasimpatica in risposta a stimoli minacciosi e quindi percepiti come stressogeni aiutando di contro l’utilizzo del respiro rallentato per attenuare la risposta automatica nei pazienti con disturbi ansiosi (Sakakibara and Hayano, 1996).

In conclusione, forse è proprio in questa delicata ed integrata disciplina del respiro e della respirazione, che si può rinvenire la causa del fatto che lo Yoga è un’attività che porta innumerevoli benefici, basso rischio di effetti collaterali e a baso costo per il trattamento di tress, ansia, disturbo post traumatico da stress, malattie organiche collegate al disturbo da stress e abuso di sostanze. Le tecniche dello Yoga aumentano il benessere, migliorano l’umore, le capacità attentive e la sopportazione dello stress.

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