Hatha Yoga, ictus e infarto. La pratica delle Asana e il metabolismo dei lipidi


I lipidi (detti anche grassi, dal greco lypos, grasso) sono composti organici, largamente diffusi in natura, che costituiscono una delle quattro principali classi di composti organici di interesse biologico, insieme a carboidrati, proteine e acidi nucleici.

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Tra i lipidi, quelli che sono introdotti con gli alimenti hanno una composizione variabile e in base ad essa vengono denominati in modo differente, come ad esempio gliceridi, steroidi, fosfolipidi, vitamine liposolubili, ma le molecole lipidiche più abbondanti negli alimenti e che il nostro organismo sfrutta per ricavarne energia sono soprattutto i trigliceridi.
I lipidi rappresentano un’importante riserva energetica per animali e piante (semi), in quanto sono in grado di liberare una grande quantità di calorie per unità di massa:

il valore calorico di un grammo di lipidi è circa il doppio rispetto a zuccheri e proteine, circa 9,46 kcal/g contro 4,15 kcal/g.

Proprio per questo sono il substrato energetico ideale per le cellule.
In un uomo sano di 70 kg, vi sono circa 15 kg di trigliceridi.

Durante l’attività fisica i lipidi vengono utilizzati insieme ai carboidrati, fornendo in ugual misura l’energia necessaria per attività di livello medio basso, se l’attività fisica si protrae per almeno un’ora si va incontro a un esaurimento delle scorte di carboidrati (glicogeno) e a un corrispondente aumento dell’utilizzo di lipidi.

Inoltre i lipidi alimentari apportano gli acidi grassi essenziali (cioè non sintetizzati dall’organismo), come gli acidi linoleico e arachidonico.

Metabolismo dei lipidi
Dal punto di vista quantitativo, il metabolismo degli zuccheri ha un’importanza modesta, difatti, solo l’1% del fabbisogno energetico di un individuo si ottiene dagli zuccheri. La maggior parte si ottiene dal metabolismo dei lipidi (o più comunemente grassi).
I principali utilizzatori di acidi grassi sono: il muscolo cardiaco, il muscolo scheletrico (a riposo), il fegato e i reni.
Riserve energetiche di un uomo di circa 70 kg:
lipidi: circa 15 kg (corrispondono a circa 100.000 kcal)
glicogeno: circa 200 g (corrispondono a circa 600 kcal)
glucosio: circa 10 g (corrispondono a circa 30 kcal)
proteine in turnover: circa 5 kg (corrispondono a circa 25000 kcal).
Gli acidi grassi possono rimanere in circolo per molto tempo, anche quando non si ha più richiesta energetica: ciò è una delle cause dei problemi cardiocircolatori (ictus o infarto).
Nel 2008, Danucalov, Simoes, Kozasa, Leite hanno studiato l’andamento cardiorespiratorio e matabolico di una seduta Hatha Yoga integrata a pratica del Pranayama e di meditazione analizzando le diverse richieste metaboliche e cardiorespiratorie nei 3 momenti differenti, al di là dell’apprezzabile lavoro pubblicato, ben corredato dalla sequenza di esercizi proposti, nell’articolo ben poco viene riferito rispetto alla metodologia della pratica analizzata (le Asana sono state praticate in assetto statico o dinamico? Quale accorgimento respiratorio è stato adottato durante la pratica? Quale approccio con i limiti individuali e con il dolore?).
È stato analizzato l’andamento dei gas espirati durante tre distinti periodi di 30 minuti all’interno della stessa seduta di Hatha Yoga: riposo, esercizi di respirazione e pratica meditativa. L’assorbimento di ossigeno (VO2) e l’emissione di CO2 (VCO2) sono risultati statisticamente differenti durante la meditazione e il pranayama rispetto al riposo, presentando valori al di sotto della media. Anche la frequenza cardiaca ha mostrato riduzioni rilevanti durante la meditazione.
Inoltre è di particolare interesse notare che è stato rilevato come una

minore proporzione di lipidi venisse metabolizzata durante la pratica meditativa rispetto alla fase di riposo.

I risultati suggeriscono che la meditazione usata in questo studio riduce il tasso metabolico così come il pranayama lo incrementa se comparati ad una condizione di riposo.

Rif. Danucalov MA, Simoes RS, Kozasa EH & Leite JR. (2008). Cardiorespiratory and metabolic changes during yoga sessions: the effects of respiratory exercises and meditation practices. Applied Psychophysiology & Biofeedback, 33(2), 77-81.

© Roberto Tricoli – Yoga laico

Opera tutelata e depositata su www.patamu.com con numero licenza 14671

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