Yoga delle banane: il buffo panorama dello Yoga in Italia

Insegno Hatha Yoga dal 2002 e da quasi vent’anni lo pratico, sono sempre stato un ricercatore che ha usato lo Yoga come strumento per la mia crescita e per la costruzione della mia salute.

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Lo insegno perché vedo lo Yoga come uno dei pochi strumenti realmente in grado di far apprendere quanto la Non Violenza, la cooperazione e l’Amore siano l’unica strada per la reale promozione di benessere e salute.

Come ricercatore e come operatore che promuove benessere sono sempre stato alla ricerca di scuole, corsi e insegnamenti in grado di perfezionare la mia formazione e la mia crescita.

Il confronto e la relazione sono sempre stati il nutrimento della mia crescita.

Inevitabilmente, quasi solo a scopo di marketing, ma soprattutto perchè cercavo la verità, ho cercato e sono stato affiliato a tutto ciò che fosse in grado di dare una parvenza di ufficialità alla mia figura…con  il risultato che quasi sempre mi sono cancellato da queste iscrizioni amareggiato e deluso. Perchè? Perchè le fantomatiche federazioni “nazionali” si sono sempre rivelate solo degli strumenti di affiliazione ad una scuola, fondata su una certa arbitrarietà e che riconoscono quasi sempre solo operatori formati da loro stessi alla fine di percorsi pluriennali e costosissimi…tanto da far diventare la formazione per insegnanti di Yoga un lusso riservato ai pochi che se lo possono permettere, mai lo spessore morale di proporre una formazione che formasse prima di tutto operatori in grado di lavorare al progresso della società e della collettività! Ci si iscrive alla Federazione, per i mesi che siamo iscritti ci arriva a casa per posta (come negli anni ’80) la rivista cartacea che contiene sempre l’editoriale dello stesso presidente degli ultimi 30 anni, qualche articolo di venerabili (davvero venerabili) maestri indiani e qualche breve nota di pseudoscienza che ti fa tornare a guardare la copertina perchè pensi che ti abbiano spedito una copia della rivista risalente a qualche anno fa. Oppure ci sono quelle associazioni e federazioni che contengono nel loro nome la parola “ufficiale” come a dire io sono io e voi non siete…nello stile del Marchese del Grillo. Poi vai a cercare di capire se quella “ufficialità” è davvero ufficiale e scopri che non è così…è solo un’altro dei mille stili di pratica dello Yoga.

Quindi?

Quindi, a mio modesto parere, il problema ha radici storiche…lo Yoga è arrivato in Italia in un momento storico in cui praticarlo e avvicinarsi ad esso erano di per sè delle operazioni all’avanguardia, si è creata una situazione simile a quella primigenia dello Yoga: intorno al maestro si è creata una setta di adepti che sono rimasti abbagliati dalle tante idee sagge e così più naturali e funzionanti delle logiche imperanti, intanto gli anni passavano e il gruppo di pratica prendeva forme sempre più gerarchiche e strutturate, il Maestro diventava sempre più Maestro fin quasi a sfiorare il santone e su questo frangente si è giocato l’allontanamento dalla vera essenza, forse l’unica vera e ufficiale: l’ultima grande competenza del maestro è quella di sapersi rendere invisibile per lasciare il passo ai suoi allievi, questo il maestro lo può fare solo se ha lavorato onestamente e si fida dei suoi allievi.

L’ultimo scatto di grande saggezza è l’umiltà, è il confronto costante. Il maestro non è niente, è solo un canale…un praticante che progredendo nella sua ricerca è servo della necessità di diffondere curiosità, cultura e ricerca. Solo così sarà il grande allievo che voleva diventare all’inizio del suo percorso.

Vorrei che queste parole non fossero lette come una sterile polemica, non è questo il mio intento. La mia intenzione è quella di stimolare un dibattito sulla nuova stagione che lo Yoga sta per inaugurare.

C’è una spinta forte a banalizzare la Disciplina e ne sono dimostrazione gli ultimi articoli usciti sulla stampa nazionale: dal minuto e mezzo di Yoga che risolve le scoliosi (La Stampa), all’allarme lanciato rispetto al pericolo che lo Yoga diventi solo marketing citando nell’articolo la scuola della venerabile maestra e il suo sito internet (L’Unità) solo per citare due esempi.

Lo Yoga non è sensazionalismo, non è miracoloso…lo Yoga è pratica, costanza, onestà e ancora pratica.

La federazione nazionale dei miei sogni è prima di tutto un organo di aggiornamento e diffusione. Spesso mi trovo a dialogare con insegnanti di Yoga che neanche sanno che le cattedre universitarie di tutto il mondo stanno conducendo studi interessantissimi sugli effetti della pratica Yoga, che non conoscono l’anatomia e la biomeccanica, che non conoscono la fisiologia e la psicologia.

Questo mi spinge a lanciare un allarme vero: liberiamo lo Yoga da questa patina di “roba da fricchettoni” (che peraltro persiste solo in pochi contesti) e sdoganiamolo per la sua vera essenza: Scienza della Libertà. Scienza prima di tutto. Patanjali stesso ci dice che l’ignoranza è la fonte di tutte le sofferenze e la Conoscenza è l’unico modo per liberarsi dalle sofferenze…stimoliamoci e stimoliamo i nostri allievi a conoscere. Mettiamo da parte il marketing e il dogmatismo sterile e apriamo la strada all’umiltà del conoscere, del ricercare e dello studiare…l’essere umano è infinito, non fermiamo la nostra ricerca solo per la pigrizia che ci spinge ad essere creduloni! I maestri esistono ma sono loro i primi ad insegnarci che cosa essere: il Venerabile Iyengar non voleva che il suo stile di pratica portasse il suo nome, il suo desiderio era che si chiamasse semplicemente Yoga. Lasciamo da parte “gli” Yoga e iniziamo a studiare la disciplina unica e indivisibile che l’uomo usa per studiarsi da millenni!

4 pensieri su “Yoga delle banane: il buffo panorama dello Yoga in Italia

  1. patrizia etoile ferrara

    Concordo con te, purtroppo spesso lo yoga viene interpretato come una “magia”, un metodo di guarigione da sciamano, ci sono insegnanti di yoga che sostengono che non si può diventare insegnante di yoga se non si ha una “esperienza” durante una meditazione….. Tutto questo non fa altro che allontanare e non far capire la reale essenza e l’importanza di questa disciplina.
    Anche per me, da quando ho preso il diploma per insegnare yoga, che mi è stato consegnato da te , è iniziato o meglio proseguito , un percorso di pratica e studio ancora maggiore. Sono 2 anni che lo insegno e umilmente vado a lezione da altri maestri e continuo a studiare e praticare.

    Vorrei anche dire due parole su insegnanti di yoga che non fanno altro che eseguire delle Asana super difficili, che non so quanto in realtà abbiano attinenza con lo yoga.
    Lo yoga non è l’acrobazia, è quello che si prova mentre si fa una posizione , è il misurarsi con se stessi e lavorare sui propri limiti, è restare connesso con se stesso e il mondo che ci circonda di cui facciamo parte integrante…
    Namastè a tutti e buon proseguimento nel nostro fantastico percorso .

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  2. Pingback: Lo Yoga è pericolosissimo! L’ha detto il giornale! | Yoga Laico

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