Note sulla complessità della biomeccanica del diaframma

Osservando l’azione muscolare del diaframma si può comprendere anche un messaggio più generale: quanto può aiutare nella pratica Hatha Yoga studiare la biomeccanica e l’anatomia di base.

Esse, infatti, ci forniscono gli strumenti per capire quanto le relazioni funzionale tra muscoli e scheletro che producono il movimento sono sempre contestuali e complesse. In quest’ottica, quindi, studiando il muscolo diaframma, può essere interessante chiedersi:

essendo le fibre del diaframma orientate verticalmente, esse si contraggono durante l’inspirazione o durante l’espirazione?

Lo sguardo logico e semplice ci porterebbe a rispondere seccamente: durante l’inspirazione, e ciò è superficialmente vero! Il punto cruciale è: esiste l’inspirazione, un solo e unico modo di inspirare? Ogni inspirazione (e conseguente espirazione) propone una risposta unica e strettamente legata al contesto e alla risposta della nostra muscolatura, che dipende da che movimento stiamo compiendo, qual’è la posizione del nostro corpo rispetto all’azione della forza di gravità e quali sono le nostre intenzioni (questi tre sono solo alcuni dei miliardi di fattori da tenere presenti).

Se osserviamo meccanicamente la respirazione, vediamo che l’inspirazione è l’atto che incrementa il volume della cavità toracica attraverso l’azione muscolare. Il muscolo chiave coinvolto in questa azione una sua azione concentrica accorcia la distanza tra i suoi agganci superiori ed inferiori incrementando di conseguenza le tre dimensioni del volume toracico. Ma il diaframma può anche contrarsi attivamente durante un’espirazione quando un’azione eccentrica permette ai suoi collegamenti con le altre strutture muscolo-scheletriche di muoversi indipendentemente dalle altre in un movimento controllato (ad esempio: un lentissimo arrotolamento della colonna vertebrale in posizione di sit-up espirando). Inoltre, un’altra capacità di produrre del lavoro da parte del diaframma è quella che esso può essere rilassato e relativamente passivo sia durante l’inspirazione che durante l’espirazione, come accade in alcuni esercizi del pranayama (Kapalabhati).

Queste sono solo alcune notazioni sulla complessità del lavoro del muscolo fondamentale della nostra respirazione, il diaframma.

(Il presente scritto si basa su alcune considerazioni di L. Kaminoff. Yoga anatomy. Calzetti Mariucci editore) .

© Roberto Tricoli – Yoga Laico

 Opera tutelata e depositata su www.patamu.com con numero licenza 13849

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2 pensieri su “Note sulla complessità della biomeccanica del diaframma

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